– Piacere di conoscerti.
“È una nuova arrivata nel nostro gruppo”, ha commentato Javier con interesse.
Patricia sorrise senza abbassare lo sguardo.
– Diciamo solo che il lavoro mi tiene occupato.
«In quale zona?» chiese.
Patricia ha scommesso tutto.
—Amministrazione. Sto per terminare gli studi. Mi sto specializzando in gestione delle risorse umane.
Sebastian si irrigidì, come se la verità gli stesse provocando una reazione allergica.
—Javier, forse non è il momento di parlare di affari…
«Sciocchezze», lo interruppe Javier. «È sempre il momento giusto per scoprire nuovi talenti.»
Patricia provava la vertigine di trovarsi sull’orlo di un precipizio: se fosse caduta, avrebbero riso; se fosse riuscita a camminare, avrebbe potuto cambiare la sua vita.
Fu allora che un’elegante donna di circa cinquant’anni si avvicinò con un caloroso sorriso.
—Javier, domini la ragazza più bella della festa.
—Victoria— rispose.
Patricia si voltò e incontrò uno sguardo non giudicante, ma di sincera osservazione.
“Che bella collana”, disse la donna, indicando la catena che portava al collo. “Dove l’hai comprata?”
Patricia toccò istintivamente il ciondolo.
– Apparteneva a mia madre.
Victoria impallidì come se una porta si fosse aperta dentro di lei.
– Come si chiamava tua madre?
—Carmen Salazar.
La reazione fu immediata: Victoria si portò una mano al petto e i suoi occhi si riempirono di lacrime.
—Mio Dio… sei la figlia di Carmen?
Patricia rimase senza fiato.
—Lo sapevi… mia madre?
“Certo!” esclamò Victoria ridendo con entusiasmo. “Tua madre lavorava per la mia famiglia. Era una delle persone più speciali che abbia mai conosciuto.”
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