Non rispose. Il silenzio mi disse più di qualsiasi confessione. Uscii alla luce. “Pianificato?” Il suo viso impallidì. “Eleanor.” La donna chiuse gli occhi e per un terribile istante nessuno di noi si mosse. “Chi è?” chiesi. “Mia figlia. Clara.” Mi rivolse un piccolo sorriso infelice. “Mi dispiace che ci siamo incontrati in questo modo.” Riuscivo a malapena a sentirla sopra il battito del mio cuore. “Da dove mi hai riconosciuta?”
Clara disse a suo padre che aveva finito di aiutarla e se ne andò, lasciandoci soli con il rumore del ristorante che proveniva dalla porta della cucina: bicchieri, risate, qualcuno che ordinava un’altra bottiglia di vino. Cinque minuti prima ero seduto a un tavolo con vista sul porto, convinto di aver trovato qualcosa che credevo la vita mi avesse portato via per sempre. Ora un uomo mi stava dicendo che il nostro incontro non era stato affatto casuale.