Ho aperto il biglietto.
“Promettimi che crescerà sempre credendo di essere stata desiderata. Non farle mai sentire come se qualcuno l’avesse abbandonata.”
L’ho letto due volte.
Poi ho guardato Richard.
Si è accomodato nel divanetto accanto a me, lasciando qualche centimetro di distanza tra noi.
Né lui né Rose parlarono.
La cameriera si avvicinò con la caffettiera, ci lanciò un’occhiata e poi si voltò silenziosamente.
“Richard?”
Teneva gli occhi fissi sul biglietto.
«Claire», rispose lui.
Il nome mi giunse dolcemente, eppure dentro di me tutto cambiò.